PROLEGOMENI DELL’ADDESTRAMENTO ALL’INVESTIGAZIONE

(a cura di Michele Sorrentino)

Quando si parla di investigazione ci si riferisce a tutta una serie di attività finalizzate a “ricercare con cura, seguendo ogni traccia, ogni indizio che possa condurre a scoprire, a conoscere, a trovare ciò che si cerca”.
Ciò sta a significare che è preminente ai fini investigativi un’attività di ricerca da praticare “con cura” e con determinati criteri se si vogliono perseguire risultati riguardanti, ad esempio, la ricostruzione di un fatto criminoso o l’individuazione di elementi di prova contro e a favore dell’imputato, della persona offesa dal reato, della parte civile etc.  Un’attività di ricerca riguardante tutte quelle informazioni relative ai casi da trattare, che gli operatori del settore pubblico e privato devono attentamente analizzare, contestualizzare, valutare ed interpretare correttamente secondo le rispettive competenze e quanto previsto dalle norme vigenti in materia.
Tali elementi di prova non sono solo quelli che si possono ricercare con gli attuali metodi scientifici e tecnologici, ma soprattutto quelli che i citati soggetti devono accuratamente individuare ed acquisire attraverso i propri sensi.
Infatti, scopo dell’addestramento all’investigazione, è quello di offrire alcune basi essenziali per orientare e adattare le capacità di osservazione, interpretazione, valutazione e decisione alle specifiche competenze necessarie per l’espletamento delle funzioni investigative. Competenze che nel settore pubblico devono essere esplicate da tutti gli operatori delle Forze di Polizia e nel settore privato da tutti quei soggetti che operano nelle agenzie investigative e nella vigilanza privata. Una finalità, quindi, che tiene conto dell’attività da svolgere e che deve essere basata sullo sviluppo di competenze volte ad acquisire “l’insieme strutturato di conoscenze, capacità e atteggiamenti necessari per svolgere un compito”.
Sviluppare competenze significa, dunque, saper fare bene una cosa appropriata al contesto, sapere perché farla in un certo modo e sapere come ripeterla, anche se cambiano le componenti in gioco. Sotto questo profilo, la competenza degli investigatori pubblici e privati deve essere intesa come capacità di gestire situazioni reali, che richiedono di saper combinare in modo efficace un sistema organizzato di conoscenze e di tecniche da utilizzare in una pluralità di condizioni, spesso anche molto differenti tra loro. Sistema che rappresenta una risorsa decisiva per garantire la qualità del lavoro e una condizione essenziale perché siano assolti correttamente le attribuzioni e i compiti previsti per l’espletamento di questa particolare attività.
Quindi, ogni forma di comportamento e/o situazione che coinvolge gli operatori dell’investigazione, deve essere interpretata e gestita sulla base di uno specifico addestramento ed uso di tecniche adeguate al caso da esaminare. Un addestramento che deve essere permanente e ricorrente tenendo conto della puntuale e attenta applicazione delle norme in materia di attività investigativa con particolare riguardo alle indagini preliminari e difensive previste dall’ordinamento. Ma oltre queste, vi sono tante altre attività che devono essere svolte sulla base di una particolare preparazione professionale come quelle riguardanti la sicurezza pubblica e privata. Basti pensare, ad esempio, ai servizi di controllo del territorio espletati dalle forze di polizia e ai servizi di sicurezza sussidiaria affidati alle guardie particolari giurate. Con la differenza che le forze di polizia, oltre all’attività di prevenzione dei reati, svolgono anche compiti di polizia giudiziaria mentre le guardie particolari giurate, in qualità di “incaricati di pubblico servizio” hanno l’obbligo di presentare denuncia per quei reati procedibili d’ufficio, di cui sono venuti a conoscenza, a causa o nell’esercizio del loro servizio. In tutti i casi, i citati operatori devono essere in possesso di capacità investigative per poter esercitare correttamente le proprie funzioni.
Di conseguenza, scopo di questo tipo di addestramento non è soltanto quello di mettere in condizione gli operatori di acquisire le basi per poter svolgere correttamente le proprie funzioni, ma anche quello di conoscere tutti gli strumenti e le nozioni utili per agire sempre nella piena legalità evitando di incorrere nei rigori della legge.
Parlare di metodo o di procedimento addestrativo preordinato, non significa imbrigliare le iniziative di chi opera nel settore investigativo che, invece, proprio per effetto di questa specifica formazione, dovrà fare più che in altre occasioni, ricorso all’iniziativa, al senso di responsabilità, alla preparazione professionale intesa come padronanza della materia, come efficacia di esposizione, come capacità di intervento, come facoltà di sintesi.
Sotto questo profilo risulta essenziale indirizzare i discenti ad interpretare il mondo esterno orientando le proprie attitudini allo sviluppo e al perfezionamento delle abilità necessarie per l’esercizio dell’attività investigativa.
Per questo motivo l’addestramento riguarderà anche una serie di esercitazioni pratiche volte ad orientare l’attenzione sulla corretta interpretazione, valutazione e descrizione degli aspetti più significativi dell’investigazione.
I risultati saranno tanto maggiori quanto più efficace sarà stato l’addestramento dei sensi nell’interpretare il mondo esterno tenendo conto anche dell’uso di tutte quelle tecnologie utili per la ricerca e la raccolta delle informazioni.
Di conseguenza l’orientamento mirato e coordinato dei sensi è funzionale allo scopo e gioca un ruolo fondamentale per il conseguimento dei risultati.
Di certo chi vuole fare l’investigatore, per la natura stessa della professione, deve essere in grado di rilevare ciò che per altri può essere indifferente ed avere una capacità di osservazione e di percezione che va oltre il normale atteggiamento di chi guarda senza mai chiedersi cosa c’è oltre quello che appare.
Per questo motivo dovranno essere trattati alcuni argomenti preliminari riguardanti il significato simbolico delle immagini con particolare riguardo a quelle fotografiche e cinematografiche quali strumenti più efficaci e diffusi di comunicazione, informazione e formazione. Tutto ciò per dare risalto a quel tipo di interpretazione oggettiva che necessariamente deve essere praticata nell’attività investigativa.
A tal fine, nell’ambito dell’addestramento, è opportuno fare anche alcuni cenni di psicologia investigativa, che è un modo nuovo di affrontare la ricerca della verità sui fatti criminali e un valido supporto alle indagini investigative e alla lettura di casi giudiziari.
Lo stato dell’arte della psicologia investigativa nel nostro Paese è ancora in divenire, ma sono essenzialmente tre le aree di attività sulle quali comincia a concentrarsi l’interesse degli addetti ai lavori:

  • il criminale profiling, ovvero la metodologia investigativa che si basa sull’analisi delle informazioni disponibili relative ad un crimine, con l’obiettivo di estrapolare le principali caratteristiche di personalità e di comportamento dell’ignoto autore del reato;
  • la vittimologia, centrata sullo studio delle caratteristiche della vittima e dei processi che la legano all’autore del reato durante il fatto criminoso;
  • la psicologia della testimonianza, ed in particolare l’impiego delle tecniche di intervista ed interrogatorio più efficaci per valutare la credibilità di un testimone o di un imputato e l’attendibilità delle testimonianze rilasciate.

In ultimo, poiché la diffusione a livello globale delle nuove tecnologie della comunicazione (ITC) influisce in modo sempre più invasivo sulla maggior parte delle attività umane sia lecite che illecite, è necessario sviluppare le necessarie competenze sulle investigazioni digitali, che sono ormai considerate elemento strategico per le attività d’indagine tecnologica sia da parte delle Forze di Polizia sia da parte degli investigatori privati. Che si tratti d’illecito amministrativo o reato penale, le prove digitali sono uno dei punti chiave delle indagini digitali, fornendo infatti una quantità di spunti investigativi e informazioni strategiche che non trova pari nelle indagini tradizionali.

Michele Sorrentino

Leave a comment

CESPIS © all rights reserved    |    CESPIS tel.: +39 06.837.93.668   |    CESPIS e-mail: segreteria@cespis.it