(A cura di: Giovanni Villarosa)

L’esperto professionista della sicurezza, meglio conosciuto come Security Manager, è una figura professionale di recente affermazione; trattandosi di uno specialista previsto nel novero dei vari manager aziendali, si occuperà specificatamente di tutela, protezione e sicurezza aziendale, a trecentosessanta gradi nei perimetri safety e security. Il Professionista della Security Aziendale nasce con la norma UNI 10459 pubblicata il 15 maggio 1995; circa trent’anni fa venivano definiti, oltre al campo di applicazione, il suo profilo caratterizzante e tutte le funzioni essenziali, contenuti nella seguente definizione:

 “Security aziendale: studio, sviluppo ed attuazione delle strategie, delle politiche e dei piani operativi, volti a prevenire, fronteggiare e superare eventi in prevalenza di natura dolosa e/o colposa che possono danneggiare le risorse materiali, immateriali, organizzative e umane di cui l’azienda dispone o di cui necessita, per garantirsi un’adeguata capacità concorrenziale nel breve, nel medio e nel lungo termine”.

Il tipo di attività, il business, i processi, il numero e dimensioni delle sedi, il valore del personale impiegato, il fatturato, le risorse economiche, la dimensione territoriale, sono tutti elementi che influiscono, ovviamente, sulle necessità dell’organizzazione aziendale e, quindi, sulla delicata funzione di security di cui questa vorrà dotarsi, motivi per i quali i professionisti della security sono destinati sempre più ad essere coinvolti, a vari livelli, nella gestione strategica, tattica e operativa, nelle diverse aree strategiche aziendali.

Con la mutazione degli scenari operativi e le crescenti esigenze di business, ebbene, si è reso necessaria la revisione normativa di questa figura manageriale, rivisitazione che ha toccato due aspetti importanti: l’impostazione e i contenuti normativi.

La nuova norma UNI 10459:2017 ridisegna i requisiti professionali relativi all’attività specifica nel processo di security, le cui conoscenze, abilità e competenze sono tali da garantire una gestione complessiva del processo e/o di tutti quei rilevanti sottoprocessi. Una figura articolata su tre livelli certificabili, alternativi tra loro, ma che si differenziano, come detto, per i diversi requisiti di conoscenza, abilità e competenza qui elencati: Security Expert – I livello, “medio basso” per la complessità della security (livello EQF 5), Security Manager – II livello, “medio alto” per la complessità della security (livello EQF 6) un profilo già disciplinato, grosso modo, nella norma “madre” del 1995; Senior Security Manager – III livello, “massimo” per la complessità della security, (livello EQF 7).

Un altro ambito importantissimo di pertinenza del manager della sicurezza, spesso sottovalutato, è rappresentato dalla gestione dei rischi di compliance in ambito D.Lgs 231/07, essenziale per la tutela della conformità aziendale (affidabilità ed onorabilità).

Quello che ha decisamente contraddistinto la crescita della figura del professionista della security, certificato secondo la UNI 10459, è stato l’inserimento operativo nella struttura tecnico-organizzativa degli Istituti di Vigilanza Privati, posizione prevista obbligatoriamente con l’entrata in vigore del D.M. 269/2010 (decreto Maroni), ma soprattutto figura centrale nelle organizzazioni di security che si occupano di sicurezza sussidiaria e servizi di antipirateria a bordo nave.

Una normativa specifica che disciplina le caratteristiche minime del progetto organizzativo, e i requisiti minimi di qualità degli IVP e dei diversi servizi di sicurezza, tutte attività svolte sotto la supervisione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per mezzo dell’ufficio per l’Amministrazione Generale, ovvero, tramite l’ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale.

Dunque, la certificazione delle competenze rappresenta un valore curriculare importante nel mondo del lavoro, da spendere positivamente durante la ricerca di un impiego, o nella possibilità di riconsiderare tutto il proprio vissuto esperienziale e formativo.

La norma UNI 10459 rappresenta la certificazione delle competenze di un professionista, verificate da un organismo di parte terza, indipendente, rilasciata per attestare il possesso, il rispetto di specifici requisiti posseduti, delineati all’interno di uno schema di certificazione, che stabilisce anche le modalità di verifica, mantenimento e sorveglianza annuale, in accordo ai requisiti stabiliti dalla norma ISO/IEC 17024, il tutto sotto il rigido controllo di Accredia, l’ente nazionale di accreditamento.

Organismi internazionali come la ISO, e nazionali come il nostro ente di normazione UNI, garantiscono processi di certificazione ad elevata qualità, trasformando la certificazione personale in un fattore chiave per i professionisti di settore, anche perché è ormai prassi aziendale consolidata, quale elemento di valutazione decisiva, l’assunzione di manager della sicurezza in possesso di certificazioni professionali di terza parte.

A cura di: Giovanni Villarosa.

https://www.polisopenlearning.it/wp-content/uploads/2023/11/Il-valore-della-certificazione-UNI-10459.pdf

Leave a comment

CESPIS © all rights reserved   |   CESPIS e-mail: segreteria@cespis.it